Sin dalla costituzione della moneta unica (EURO) penso che era chiaro a TUTTI, economisti e politici europei, che la messa in circolazione di questa moneta non poteva che penalizzare le economie degli Stati più deboli e con un forte indebitamento pubblico come l’Italia. … Infatti, ciascuna Nazione aderente all’Euro (EUROZONA) emette in proprio i titoli di Stato, NON esistono TITOLI DI STATO EUROPEI emessi per conto degli stessi Stati aderenti all'Euro, dalla Banca Centrale Europea che di fatto NON svolge tutte le funzioni che sono svolte dalle singole Banche Centrali di ciascuna nazione, il che in presenza di una moneta unica ha dell’INCREDIBILE creando degli squilibri a danno delle economie più deboli. L'esistenza dello spread tra i tittoli stato nell'Eurozona, riferito ai titoli di stato della nazione con una economia più forte (Germania) ne è la prova lampante. NON esiste poi una uniforme politica fiscale tra i vari Stati e ci sono forti divari, tra i PIL delle nazioni dell'EUROZONA che hanno anche un differente indebitamento pubblico. Altro fatto INCREDIBILE e che nell’impossibilità da parte di ciascuno Stato dell’EROZONA di rivalutare o svalutare la moneta, la Germania come economia più forte, si trova

In molti credo pensano che dopo la Rivoluzione Francese, ma soprattutto dopo l’ultimo conflitto mondiale abbiamo conquistato la libertà e la democrazia, credendo che il Popolo possa scegliere CHI e COME debba governare. Ma in fondo credo che così NON è, perché alla Monarchia assoluta prima e poi al cosiddetto “dittatore” inteso come persona fisica o come “partito” che decidevano per il Popolo, si è sostituito il “DEBITO” unitamente alle SCELTE di Governati fatte ad arte in PRECEDENZA che impediscono a CHI oggi  è stato eletto dal Popolo, di Governare secondo la volontà popolare!!!

La finanza ed in particolare  il DEBITO, può essere a mio avviso identificato come il DITTATORE di oggi in barba al volere Popolare che in una DEMOCRAZIA dovrebbe essere sovrano. Infatti, CHI si indebita, sia esso Stato, Comune, semplice persona o famiglia è LIMITATO nelle sue scelte e nella sua libertà di operare. In particolare, per quanto riguarda lo  STATO, l’indebitamento è una LEVA di CONTROLLO  sullo Stato stesso che giocoforza DEVE obbedire al rispetto di determinate regole dettate da CHI CONTROLLA il suo debito e che condiziona di conseguenza la LINEA POLITICA di chi lo governa , non solo al suo interno, come ad esempio rispettare determinate regole di bilancio (vedi pensioni, fisco, ecc.), ma anche per quanto riguarda la Polita estera.

E’ utile poi collegare il DEBITO alle “SCELTE” fatte dai precedenti governati, Così ad esempio quando Prodi all’epoca decise di entrare nell’Euro, ha imposto ai governi italiani successivi le REGOLE stabilite per l’entrata dell’Italia nell’Euro. Si è venuto così a creare un “incastro di vincoli e meccanismi di sistema” che per modificarli o eliminarli si incorre a seri problemi legati alla cosiddetta “stabilità economica del Paese”. E’ quello che succede anche per il Governo dei Comuni, dove le scelte fatte da una precedente Amministrazione che comportano un indebitamento, vanno poi a condizionare il potere e la capacità amministrative di quelle successive. In sintesi, se ad un certo puto si crea volutamente un sistema tale che un Paese è vincolato a determinate scelte, creando così un “sistema”, risulta difficile uscirne e su questo modo di operare, debbo dire che la “sinistra” è MAESTRA, come lo fu all’epoca la DC, … il risultato è che così facendo CONTINUANO a mantenere il potere anche se SCONFITTI elettoralmente !!!

 

Vorrei porre l’attenzione sul patto di non aggressione firmato il 23 agosto del 1939 da Molotov per l’Unione Sovietica e Ribbentrop per la Germania. Patto che creò sconcerto in molte cancellerie europee come Londra e Parigi, nonché nel Ministro degli esteri italiano Galeazzo Ciano 8notoriamnete contrario ad una lleanza con la Germania), e in alcuni ambienti della sinistra in Francia (alcuni deputati comunisti si dimisero) e in un minoritario gruppo di esponenti del PCI in Italia. All’epoca però prevalse in Italia la linea IMPOSTA da TOGLIATTI (segretario del PCI), che dopo la firma del patto tra Germania e Unione Sovietica RIBADI’ con forza la FEDELTA’ all’URSS scrivendo agli iscritti al partito di guardare sempre alla rivoluzione russa "per non sbagliare mai", AVALLANDO e appoggiando così l’alleanza russo-tedesca. Finita la guerra  però TOGLIATTI impose una nuova lettura sul patto Germania-URSS che rimase accreditata sino al crollo del muro di Berlino,  tesi (retorica di propaganda) che sosteneva  che Stalin firmò quel patto per prendere tempo e potersi armare sapendo che Hitler avrebbe invaso

Distinguiamo subito quello che oggi è disponibile e utilizzato da quello che si cerca di sviluppare.

Oggi il problema delle auto elettriche, oltre alla funzionalità legata alla loro autonomia (molto inferiore ai tradizionali motori termici a benzina o gasolio) e ai tempi di ricarica delle batterie, è il loro IMPATTO AMBIENTALE. E’ vero che emettono una quantità di anidride carbonica di molto inferiore ai motori tradizionali (non è vero  invece che non emettono nell’atmosfera anidride carbonica anche se non dotate di tubi di scarico), ma è altrettanto vero che il consumo energetico dell’auto elettrica nel suo ciclo di vita (produzione, utilizzo, manutenzione, smaltimento) è paragonabile a quello di una macchina diesel di ultima generazione. L’inquinamento da energia fossile e quindi simile, spostando però parte dell’inquinamento ambientale nei siti (centrali) di produzione di energia elettrica (prevalentemente alimentate da energia fossile come carbone, petrolio, gas). Per le auto elettriche vi è poi il problema NON secondario dei sistemi accumulo dell’energia, ovvero le BATTERIE che utilizzano litio, cobalto, grafite, ecc.  la cui disponibilità sono in via di  esaurimento non essendo molto diffusi nel pianeta e allocati in aree limitate come il Congo e in alcune

 

Briciole di storia: 17 marzo 1861 proclamazione della nascita dello Stato Italiano o dell’annessione della penisola italiana al Regno di Sardegna?

11 maggio 1960 Garibaldi sbarcò a Marsala (Sicilia occidentale) con circa 1000 garibaldini (notai, avvocati, ecc.) armati di vecchi fucili ad avancarica. A Calatafimi a circa 60 km da Marsala verso est,  il 15 maggio 1860, ci hanno raccontato che si ebbe il primo scontro  tra i garibaldini e le truppe  dell’esercito borbonico comandate dal generale Landi in località Pianto dei Romani.  Fu proprio in quella battaglia che nella falsa storiografia retorica risorgimentale, Garibaldi pronunciò, rivolgendosi a Nino Bixio, la famosa frase “qui si fa l’Italia o si muore” come a sottolineare la difficile impresa in considerazione delle maggiori forze in campo schierate dai Borboni. … Ma NON fu sparato un solo colpo! … L’esercito borbonico schierato a Calatafimi era di circa 30.000 uomini armati di tutto punto con armamento moderno compresi cannoni a canna rigata che potevano spazzare via i garibaldini in pochissimi minuti, … ma così NON fu perché il generale Landi comprato dagli inglesi, così come la stragrande maggioranza di generali e funzionari del Regno delle due Sicilie,  fece suonare la ritirata. I figli del generale Landi divennero poi generali del nuovo regio esercito italiano! … Questo episodio è significativo e bene rende l’idea  su “L’invenzione dell’Italia Unita” così come incisivamente titola il suo saggio il prof. Martucci. Una unità d’Italia voluta e finanziata dall’Inghilterra che aveva al suo servizio come “pirata”  proprio Garibaldi autore di razzie, stupri e ruberie in America latina al soldo della