La prima fase dell’eliminazione degli Italiani nelle foibe in Istria, risale al 1943 subito dopo l’8 settembre e interessò in particolare chi all’epoca era Amministratore locale del cosiddetto “territorio libero” nel frattempo occupato “dall’esercito di liberazione jugoslavo” meglio noto come i partigiani del comunista Tito alleati di Stalin. Occupazione che durò sino all’intervento tedesco volto a ristabilire il loro pieno controllo nella Jugoslavia  Nel maggio del 1945, terminata la guerra, cominciò una seconda fase in cui i partigiani di Tito iniziarono le fucilazioni di massa degli italiani e la loro  “infoibazione” (i cadaveri dei fucilati, ma anche persone ancora in vita vennero gettate  nelle profonde caverne istriane - foibe). Trattamento che i partigiani di Tito riservarono anche a tutti coloro che reputavano avversari o un pericolo per il regime comunista instaurato da Tito e che interessò tutto il territorio jugoslavo (si stima che oltre gli italiani furono uccisi circa 100.000 abitanti della Jugoslavia). Tra il 1946 e il 1948 iniziò il primo grande esodo forzato degli italiani di Istria verso l’Italia, esodo che continuò per quasi un decennio. Gli Italiani d’Istria rappresentavano da moltissimo tempo una presenza significativa in quel territorio e furono loro poste dal regime comunista di Tito condizioni tali che costrinsero la gran parte di loro a fuggire. Solo un’esigua minoranza, circa l’8%, decise di rimanere, perlopiù spinti dall’attaccamento verso la terra di origine e questa scelta costò loro la perdita totale dell’identità nazionale, delle radici culturali e linguistiche, nonché la completa sottomissione al regime e negli anni successivi furono considerati come una sorta di popolazione di “serie B” vista

 

Nella risposta a questa domanda forse si riesce a spiegare meglio tutta la debolezza e i punti di forza del nostro Paese. Un Paese in cui l’ossatura economica e produttiva sta nelle piccole e medie imprese che la crisi dell’ultimo decennio ha colpito  pesantemente ed anche oggi sono in grande difficoltà a causa della stretta creditizia, ovvero il difficile accesso al credito bancario, perché le banche sono restie a concedere prestiti per loro sofferenze dovute ai crediti inesigibili. Come risponderebbe il nostro interlocutore alla domanda “che paese è l’Italia?”.

 

La famosa esposizione di Bruxelles del 1958 ha visto, come era di moda in quel periodo, al centro della manifestazione “l’atomo” come nuova fonte di energia e di “esperienza” scientifica. Famoso è l’edifico in acciaio che caratterizzò simbolicamente l’esposizione e che rappresenta la struttura atomica di un cristallo di un metallo. … L’Italia partecipò con uno stand molto particolare che ne testimoniava la particolarità culturale della nazione. In una intervista al Direttore responsabile della missione italiana, se ne intuiscono il senso e i caratteri, evidenziando con orgoglio che lo stand italiano  era, sia ai margini della manifestazione ma anche al centro: scienza, tecnologia, ma anche arte rappresentata da una accattivante galleria di foto di città, monumenti, costumi di vita, alla cucina con un ristorante in cui si assaporava cibo e musica in un’atmosfera serena che faceva “sentire” le nostre tradizioni. … Dall’intervista al Direttore una frase significativa merita attenzione: “L’Italia NON ha la necessità di inseguire i tempi e l’Italia che fa il tempo” !! … Guardiamoci oggi dove abbiamo PERSO, SVENDUTO la nostra identità quasi come che ci VERGOGNASSIMO delle nostre tradizioni, copiando come facevano a suo tempo i giapponesi ed o oggi i cinesi quelle degli altri CHE OGGI CI FANNO il TEMPO!!! … Festeggiamo halloween, osanniamo la cucina etnica, imitiamo costumi e usanze di altre nazioni (orientali, americane, arabe, ecc.) purché non italiane, … stiamo in sostanza chiudendoci sopra il sarcofago!! … La politica, l’attuale pseudo cultura e i media hanno in tutto questo la loro responsabilità…

Ho visto il film sulla battaglia di DUNKIRK (28 maggio - 3 giugno 1940) tutto centrato sulla fuga dell’esercito inglese verso l’Inghilterra assediato da preponderanti forze tedesche - più di mille panzer e con una supremazia area schiacciante - che lo avevano circondato in un fazzoletto di terra a ridosso del mare.  Il film è godibilissimo e tutto sommato piacevole anche se pecca della solita "retorica eroica" di chi ha vinto la seconda guerra mondiale, con addirittura un pilota di caccia inglese senza carburante che abbate i micidiali caccia tedeschi stuka.

Ma quale è la verità sul salvataggio dei 335.000 soldati inglesi che se catturati o debellati che dir si volgia, avrebbe chiuso la partita della Seconda Guerra Mondiale proprio sulle spiagge di DUNKIRK  già nei primi di giugno del 1940 a favore dei tedeschi aprendogli la strada per sbarcare in Inghilterra?

Gli storici parlano di un colossale errore strategico dei tedeschi, di Hitler in particolare, ma è credibile questa tesi?

Ho dei dubbi da sempre che di errore strategico si è trattasse, pensando più ad un ACCORDO tra gli alti comandi tedeschi e inglesi con la stessa corona inglese non estranea a tale possibile accordo, ma all’insaputa di Hitler. Per inciso la corona inglese (i Windsor) hanno sangue tedesco nelle vene. Infatti,  provate ad immaginare che un esercito quale quello tedesco ben organizzato con una forza militare e armamenti di molto superiori a qualunque esercito dell’epoca - al punto che alcuni storici attuali affermano che Hitler non poteva perdere quella guerra e che per i suoi errori è stato come se l’avesse voluta perdere - e a DUNKIRK l’esercito tedesco  poteva chiudere la guerra  facendo semplicemente  muovere i propri mezzi corrazzati su un fazzoletto di terra difeso da quello che restava di uno sparuto esercito francese di molto inferiore in numero e mezzi e far alzare il volo l’aviazione: UN GIOCO SEMPLICE e RAPIDO con tutto l’esercito inglese praticamente indifeso ammassato sulla spiaggia. Non è da dimenticare che lo stesso esercito tedesco in poche settimane aveva sbaragliato gli eserciti dei Paesi Bassi, della Francia, dell’Inghilterra, ecc.  e a DUNKIRK aveva mano libera per chiudere definitivamente la partita.

NON credo che la  tesi dell’errore strategico attribuito a Hitler sia credibile (Hitler aveva ideato e pianificato da anni  la guerra lampo, portando in poche settimane l’esercito tedesco alle porte dell’Inghilterra) e faccio osservare che a Dunkirk  il generale Kleis comandava le divisioni Panzer, di nobili origini e oppositore di Hitler, che fu reintegrato al comando delle divisioni corrazzate solo allo scoppio della guerra e il Capo di stato maggiore dell’esercito tedesco in quel periodo (1938-1942) era il generale Franz Halder convolto nel complotto del 1939 “zosseo” contro Hitler e poi nell’attentato a Hitler nel 1944. COINCIDENZE?

“All’episodio” di DUNKIRK personalmente ho sempre collegato il “misterioso viaggio” solitario in areo del delfino di Hitler  Rudolf HESS atterrato in Scozia nel giugno 1941. HESS era secondo solo a Hitler nella gerarchia di comando della Germania. Si è sempre detto che non si è mai saputo il motivo di quel viaggio attribuendolo alla mente instabile di HESS anche se qualcuno ha anche avanzato l’ipotesi che HESS era portatore di un’offerta di pace (nel giugno del ’41 l’esercito tedesco era ancora in fase espansiva). Fatto sta che un areo tedesco in piena guerra atterò senza essere abbattuto sul suolo del Gran Bretagna. Finita la guerra, al Processo di Norimberga (1945) HESS fu condannato al carcere anche se gli psichiatri degli alleati lo avevano classificato come instabile di mente, ma allora perché fu tenuto in carcere sino a 93 anni dove trovò stranamente la morte impiccandosi a quella veneranda età e senza aver potuto commettere alcun crimine di guerra”? Questo episodio, forse poteva essere una conseguenza dell’ipotetico accordo portato a termine tra i comandi tedeschi e inglesi che permisero a questi ultimi di salvare il proprio esercito e nel giugno del 1941, quando HESS atterò in Scozia, considerando la difficoltà dei Tedeschi dopo DUNKIRK di sbarcare in Inghilterra, si poteva chiudere la guerra con una accordo tra le parti? SE come penso questa ipotesi è credibile si spiegherebbe anche il trattamento subito da HEES e la sua “singolare” morte.

 

Con tutto il rispetto per SGARBI CRITICO d’ARTE, ma devo far notare che a mio parere NON distingue la DIFFERENA tra un QUADRO o una STATUA e un’opera ARCHIETTONICA, giustificabile perché NON ARCHITETTO, né INGEGNERE, né RESTAURATORE. A tal proposito vorrei fargli NOTARE che un MONUMENTO ARCHIETTONICO NON è CERTO UN QUADRO né una STATUA. … La differenza sta nel fatto che un’opera ARCHITETTOONICA, ha lo SCOPO principale di RACCHIUDERE uno SPAZIO nel quale SVOLGERE un’ATTIVITA’ UMAMA – qualunque essa sia - a differenza del QUADRO o della STATUA. … Differenza sostanziale che porta a NON assimilare il restauro o la salvaguardia di un’OPERA d’ARTE a quella di un MONUMENTO ARCHITETTONICO. … Di conseguenza, il MONUMENTO ARCHITETTENICO NON può essere MUSEALIZZATO, e ovviamente conservato in un MUSEO come ad esempio si fa con i quadri e le statue. … Differente è quindi nella sostanza e nelle finalità, il REASTAURO architettonico o gli interventi di conservazione rispetto a quelli che vengono fatti su un’opera d’arte propriamente detta. Infatti, il restauro architettonico ha come FINALITA’, da una lato quello di rallentare il suo degrado o decadimento che dir si voglia, e dall’altro e soprattutto, quello di MANTENERLO e RENDERLO FUNZIONALE per le attività umane che OGGI possono essere svolte all’interno dei suoi spazi (ambienti), ovvero ATTUALIZZARLO. … Su come procedere in tale intento da più di due secoli si dibatte vivacemente, … ma la finalità rimane sempre questa, ovvero mantenere il momento architettonico funzionale!! ... In ultimo se Sgarbi sostiene “che non si possono coprire i teatri all’aperto” come motivazione di base, o di partenza per giustificare la sua avversione per una ipotesi della copertura dello Sferisterio di Macerata. A tal proposito, faccio osservare che lo Sferisterio è stato costruito nella prima metà dell’800 per il gioco della palla a mano e NON come teatro ed è stato riutilizzato come teatro dai primi decenni del ‘900. Questa precisazione storica, credo che chiarisca meglio il concetto di “attualizzazione” di un monumento dell’architettura del passato.