Per quanto riguarda l'accesso a i finanziamneti diponibili per  lo sviluppo economico e dell’innovazione, come quelli  Ministeriali e Europei gestiti dalle REGIONI gli Imprenditori possono rischiare il futoro della loro stesse imprese.

Sovente le pastoie burocratiche predispooste da Ministeri e Regioni, anziché favorire i GIOVANI e promuovere l’INNOVAZIONE e lo SVILUPPO economico,  sono TRAPPOPOLE  chiamiamole chiamiamole così che possono MINARE il futuro di molti giovani imprenditori e INIBIRE l’INNOVAZIONE e lo SVILUPPO.

E vado a spigarmi.  … Prediamo ad esempio i finanziamenti europei gestiti dalle Regioni.

Premesso che l’Europa concede alle Regioni su “progetti generali di sviluppo regionali – Obiettivi programmatici” finanziamenti volti a favorire imprese come ad esempio le Stat Up Innovative, portatrici di  progetti innovativi congruenti con gli Obiettivi programmatici individuati dalle Regioni stesse. A tale scopo le Regioni provvedono a pubblicare un bando di partecipazioni e seleziona, in base a criteri prestabiliti, i progetti più meritevoli. Fin qui nulla di strano, …. se NON fosse che dalla data di partecipazione al Bando all’assegnazione formale dei finanziamenti possono passare alcuni anni, forse anche perché i finanziamenti europei trasferiti alle Regioni potrebbero  risultare loro utili per far fronte ad esigenze di “cassa”. ... Precisato questo, il fatto GRAVE e INACCETTABILE e che le Regioni una volta assegnato il finanziamento alle Imprese, fanno sovente sottoscrivere una convenzione (contratto) che impegna le Imprese,  a PAGARE TUTTE le spese previste nel loro progetto ammesso al finanziamento, prima che la Regione elargisca loro il finanziamento, non limitandosi a chiedere di presentare alla Regione le fatture quietanzate ma anche il riscontro dei bonifici bancari effettuati per i pagamenti. Come può una start Up o una piccola impresa ANTICIPARE  tutte le spese?

Penso che si stanno verificando delle “situazioni” a dir poco anomale, non solo in Italia ma anche in altri Paesi come ad esempio negli USA o in Venezuela, provocate da alcune parti o fazioni politiche chiamatele come meglio credete che anche se minoritarie elettoralmente parlando, NON utilizzano più la normale DIALETTICA politica, ma fanno uso di azioni giudiziarie e in alcuni casi come in Venezuela anche della forza. Trattasi in molti casi di forze o fazioni politiche che dopo la caduta del “muro di Berlino” hanno preso le chiavi del potere, introducendo una linea di pensiero che oggi come oggi NON trova più un consenso popolare. Tali fazioni politiche sono in evidente CRISI perché incapaci di esprimere proposte alternative ed affrontare un confronto politico vero. Di conseguenza si affidano ad istituzioni dello Stato come la Magistratura per ridurre al silenzio l’avversario….  Il caso MIGRANTI insegna. … E’ SCONCERTANTE, per non dire inquietante quello che sta accadendo in Italia, Paese dove i ruoli della politica e della magistratura sono ben distinti e separati che è una prerogativa di uno stato democratico e di diritto. … NON si può ricorrere alla MAGISTRATURA per contrastare una scelta politica se questa non è gradita. La volontà popolare dovrebbe essere sovrana , volontà che sino alle prossime elezioni esprime un Governo. … Trovo necessario quindi richiamare la DEFINIZIONE di Politica, per far meglio comprendere il PARADOSSO allucinante che stiamo vivendo in questi mesi: … La Politica ha per oggetto la costituzione, l’organizzazione, l’amministrazione dello stato e la direzione della vita pubblica. E’ l’attività svolta per il governo di uno stato, il modo di governare, l’insieme dei provvedimenti con cui si cerca di raggiungere determinati fini, sia per ciò che riguarda i problemi di carattere interno (p. interna), sia per ciò che riguarda le relazioni con altri stati (voce “polìtica” dizionario Treccani).

 

C’è un gran baccano  per quanto riguarda lo SPREAD (divario tra la quotazione del titolo di Stato italiano rispetto a quello della Germania) che è in aumento il che comporta per l’Italia una maggiore spesa per gli interessi sui BTP (Buoni del Tesoro Pluriennali).

Ma per capire come la Finanza vuole o vorrebbe incidere sulla politica di una Nazione alla faccia della presunta “Democrazia” ,basta un semplice esempio.

Immaginiamo che il Governo italiano mantenendo in circolazione per tutto il territorio nazionale la stessa moneta, decida che la Banca d’Italia non emetta più BTP e costringa le Regioni ad emettere propri BTP. Cosa accadrebbe? …  Le Regioni economicamente più depresse come quelle meridionali, ad es. la Sicilia e la Calabria, avranno per il loro BTP un SPREAD molto alto rispetto ai BTP delle regioni settentrionali come il Trentino e dovranno pagare molti più interessi rispetto agli interessi pagati dalle Regioni del settentrione per il loro “Titoli regionali”. Per contenere lo SPREAD entro certi limiti  e per mantenere la quotazione della moneta unica nel mercato, dovranno contenere la spesa pubblica a danno dei loro Cittadini

Si riporta un elenco, probabilmente non esaustivo,  dei terremoti più distruttivi verificatesi in Sicilia e Calabria, intendendo per “più distruttivi” quelli che hanno provocato le maggiori vittime e comunque superiori al VI^ grado della scala Richter o del VII^ grado Mercalli.

Lo scopo di questo elenco è quello di rinverdire la memoria sui disastrosi terremoti  fautori di distruzioni e morte. I “Terremoti” sono  vissuti con spavento per un  circoscritto lasso di tempo, per poi passare rapidamente nel dimenticatoio e così spesso, anche se da tempo esistono normative molto precise,  non di rado accade che  si interviene o si costruisce con imperizia, pensando più a contenerne i costi che alla sicurezza

Per quanto riguarda l’elenco sotto riportato, è da precisare che il primo terremoto che fu registrato con strumentazione (sismografo) fu quello che si verificò a San Francisco con magnitudo 8.3 nel 1906. Da allora i sismografi entrarono nell’uso corrente. La domanda sarebbe come si fa a stabilire per i terremoti antecedenti avvenuti anche in epoche remote il loro grado di scala Mercalli o Richrter? Si fa riferimento alle cronistorie di questi terremoti riportate dai cronisti dell’epoca, famosa è quella lasciata da Plinio il Giovane per il terremoto che distrusse nel  79 d.C. Pompei ed Ercolano. Dalla