I DCPM sono decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri che sono configurabili come atti amministrativi e per loro natura, non essendo oggetto di approvazione parlamentare, sono di fatto norme di valenza secondaria. La Costituzione (art. 76 e 77) prevede in via del tutto eccezionale e per una validità del provvedimento limitata, l’utilizzo dei DPCM in presenza di particolari condizioni di eccezionale gravità come per il caso della pandemia da COVID-19. Ma i DPCM hanno carattere provvisorio e l’utilizzo fatto dal Governo è stato eccessivo. Per sua natura il DPCM è una norma troppo debole per limitare diritti inviolabili costituzionalmente garantiti come la libertà personale, il diritto di associazione, e di riunione, di circolazione, ecc. (art. 13, 17, 18, 19) e NON è quindi comprensibile perché NON si è fatto ricorso al Decreto Legge che deve esse convertito in Legge entro 60 giorni dal Parlamento, l’unico legittimato a varare norme che possono condizionale, nei limiti di costituzionalità,  la vita sociale di una nazione. L’uso massiccio, improvvisato, e inopportuno fatto dal Governo dei DPCM, oltre ad avere ripercussioni politiche  avendo  di fatto  esautorato il Parlamento dalle sue funzioni, vanno ad interferire un modo pesante troppo pesante,   sulle libertà personali  costituzionalmente inviolabili. Il fatto che ritengo stupefacente è che TACITAMENTE tutto questo si è e si sta consumando con il SILENZIO, a mio avviso, inspiegabile, di GIURISTI, ISTITUZIONI e Corte Costituzionale … e fa sorridere  il silenzio di “pesci varia natura”, o di chi in questi anni è sceso in piazza  tenendo in mano la costituzione come se fosse la “Sacra Bibbia” a dimostrazione che il loro attaccamento alla costituzione è meramente strumentale a fini politici di parte e non certo nell’interesse del Paese.

 

 

Credo che finita questa “quarantena” dovuta al Coronavirus, il problema sarà trovare le risorse finanziarie per garantire i servizi, sviluppo, stipendi, pensioni, ecc. .

L’Italia ha già un debito pubblico enorme pari a circa 2.400 miliardi di Euro al febbraio 2020, debito sempre in crescita negli anni malgrado i moti sacrifici imposti ai Cittadini (Legge Fornero, ecc.), basta ricordare che il rapporto PIL/ debito pubblico è salito dal 101,9% del 2005 al 138.8% nel 2019.

Anche se attualmente vi è disponibilità dell’Europa a superare i vincoli imposti per contenere il valore del rapporto PIL/Debito Pubblico è da mettere in conto che terminato questo periodo particolare, le stime ci dicono che il debito pubblico italiano salirà del 160%-170% con un calo del PIL del 10% (stima Confindustria). Per cui è da chiedersi: l’Italia come pagherà o meglio come garantirà i sui debiti? Come farà a rientrare all’interno di prestabiliti valori del rapporto PIL/ debito pubblico avendo come moneta l’Euro? Dove prenderà le risorse economiche per garantire i servizi e lo sviluppo del Paese? Chi ad oggi ci ha detto come si farà?

Questo credo è il nodo politico principale che segnerà il destino del nostro Paese. E’ una pia illusione immaginare interventi del tipo “Piano Marshall” (piano di aiuti stanziati dagli USA nel dopoguerra per la ricostruzione dell’Europa), perché finita questa pandemia, quale Paese o Istituzione mondiale o europea sarà in grado di sostenere economicamente interventi su grande scala che interesserebbero i molti Paesi in difficoltà?

 

 

 

 

 

Dal 2012  alcuni virologi avevano previsto quanto poteva accadere e poi puntualmente è accaduto studiando i pipistrelli nelle caverne cinesi (RAI Reporter del 30/3/2020). Avevano temuto che virus capaci di adattarsi dall’animale all’uomo potevano rappresentare il BIG ONE  del futuro, virus che a differenza dell’Ebola più diffondersi rapidamente perché chi ne è infettato non ha sintomi per un lungo periodo.

I nostri “POLITICI” e “DIRIGENRTI sanitari” conoscevano questi rischi, ma hanno tagliato fondi alla sanità NON hanno predisposto alcun piano preventivo per una pandemia e tantomeno si sono preoccupati di formare personale per affrontarla. Questo ha messo in crisi quella che in molti chiamano la “prima linea”, medici e infermieri, esponendoli al contagio. Il risultato è stato che i più deboli soccombono o rischiano di soccombere.

Quando ascolto in televisione il Governo e i politici fare da “nostri padri protettori”, chiudo la TV . NON voglio passare da IDIOTA quando ci INVITANO ad aiutare ECONOMICAMENTE la Protezione Civile dopo che questi signori hanno TAGLIATO i fondi alla Sanità. Ci vuole "pelo nello stomaco" per digerire tanta ipocrisia!!!

 

In Italia il legislatore (Governo Monti) anticipò il termine ultimo per la convertibilità della Lira in Euro dal 28 febbraio 2012 al 6 dicembre 2011 con il D.L.  201/2011 con decorrenza IMMEDIATA.

La Corte Costituzionale nel 2015  ha dichiarò la norma incostituzionale ripristinando la scadenza originaria. Scaduto il temine ultimo per la convertibilità della Lira in Euro, la Banca d’Italia versò al “Bilancio dello Stato” il controvalore delle banconote in circolazione pari a circa 1,2 miliardi di Euro. Era il periodo in cui fu varata la riforma Fornero (6 dicembre 2011) e in quell’occasione Anna Finocchiaro (Presidente del gruppo del PD al Senato) dichiarò: “Questa è una manovra che consente di far andare l'Italia a testa alta in Europa, perché dimostra quanto interesse, rigore e lealtà l'Italia stia mettendo per raggiungere obiettivi indispensabili per aiutare se stessa e l'Europa a superare la crisi"!

Ma se l’Italia, come altri Paesi europei, NON permette più la convertibilità della Lira in Euro (dal 28 febbraio 2012), altri nove Paesi, tra cui la GERMANIA hanno mantenuto la convertibilità della loro moneta SENZA alcuna SCADENZA (Austria, Paesi Baltici, Lussemburgo, Slovenia, Slovacchia e Irlanda)!

Il MARCO tedesco è quindi convertibile e viene ancora utilizzato in Germania. Si stima che i Marchi in circolazione siano 13 MILIADI per un controvalore in Euro pari a 6,5 MILIARDI.

 

 

 

I documenti riguardanti i Pellirossa volontari nelle Waffen SS tedesche nella seconda Guerra mondiale, sono stati secretanti per decenni e solo da pochi anni sono stati desegretati.

Pellerossa nativi americani, arruolati nell’esercito dopo l’entrata in guerra degli USA nel Secondo Conflitto Mondiale, furono catturati dai Tedeschi (reparti della Wehrmacht) durante la campagna d’Africa e d’Italia. Molti di loro volontariamente e di buon grado passarono nelle delle Waffen SS tedesche spinti dalla volontà di rivincita verso gli americani che erano ritenuti colpevoli di aver sterminato nel secolo passato molte loro tribù. La loro speranza era quella della vittoria in Europa per poi ritornare in America e costringere il Governo americano a creare e riconoscere una nuova Nazione Indiana.

Il leader di questi reparti indiani delle SS era Cherokee Standing Bull, un discendente di Toro Seduto. Fu ricevuto da Himmler (Reichsfuhrer delle SS). Dopo questo incontro si costituì un reparto di cavalleria di esplorazione “braves” (guerrieri pellirossa) con a capo lo stesso Cherokee Standing Bull (Braves-Sturmbannfuhrer).

Questo reparto fu impegnato anche nell’offensiva delle Ardenne e partecipò attivamente alla difesa di Berlino contro i Sovietici.

Tra i superstiti dei combattenti pellirossa per la difesa di Berlino (circa 30) c’era  Cherokee Standing Bull che fu un testimone al matrimonio di Hitler con Eva Braun, celebrato poco prima che Berlino cadesse in mano ai sovietici.

Terminata la guerra il Presidente USA Truman chiese a Stalin la restituzione dei prigionieri indiani che una volta arrivati in America furono giudicati da una corte marziale per tradimento, perdonati poi nel 1995 dal presidente Clinton.