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Placido Munafò

(Proprietà esclusiva dell’Autore. Salvo esplicita autorizzazione dell’Autore, NON è permessa nessuna riproduzione anche parziale del testo con qualunque mezzo e strumento, compresi tutti i supporti e mezzi per l’archiviazione e la conservazione-memorizzazione come ad esempio CD, penne USB, Hard Disk, ecc.)

 

La definizione diciamo classica di “copia” è una imitazione fedele di un determinato oggetto/opera che si identifica come originale (Cfr. voce copia dell’enciclopedia Treccani). In passato la realizzazione della copia era strettamente legata alle capacità individuale della persona che la eseguiva coadiuvata dalla sua cultura/conoscenza e per realizzarla non poteva che affidarsi alla sua capacità visiva e manuale. Nell’era moderna la copia è realizzabile anche grazie ai sistemi tecnologici  come ad esempio la fotografia, lo

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Placido Munafò

(ATTENZIONE: proprietà esclusiva dell’Autore. Salvo esplicita autorizzazione dell’Autore, NON è permessa nessuna riproduzione anche parziale del testo con qualunque mezzo e strumento, compresi tutti i supporti e mezzi per l’archiviazione e la conservazione-memorizzazione come ad esempio CD, penne USB, Hard Disk, ecc.)

 

A proposito del corretto uso dei termini di “tecnica” e di “Tecnologia”, il primo è equivalente ad una manipolazione della materia nel senso di applicazione/messa in opera di un sapere, il secondo (tecnologia dal greco téchné) riguarda lo studio delle tecniche, originariamente scritto teorico sulle arti o discussione sulle arti. Nel mondo moderno (post rivoluzione industriale) i due termini hanno nel tempo assunto lo stesso significato (tecnica equivalente  a tecnologia), infatti con il progredire della scienza  la differenziazione tra questi due termini e andata sfumando, anche perché nel mondo moderno la tecnologia è originata dalla scienza (scienza medica, scienza delle costruzioni, ecc.) e la tecnica essendo un modo o dei metodi per ottenere un risultato pratico è una diretta conseguenza del sapere scientifico. Invece nell’antichità il termine “arte” (arte medica, arte del costruire, ecc.) era una derivazione del “sapere tradizionale” legato alla capacità individuale, da qui la distinzione più netta nel passato tra i termini di tecnica e tecnologia.

Per quanto riguarda la “tecnica” possiamo pensarla come un modo di organizzare la natura (Tao), oppure come trasformazione della natura stessa (Confucio). In ogni caso è assolutamente improprio parlare di “tecnica sociale” o “tecniche nel sociale” o più in generale nel campo sociale, ovvero come tecniche volte ad organizzare la vita sociale. Infatti, utilizzando le definizioni di Leoroi-Gauran, la Tecnica è un modo di manipolare o trasformare gli elementi dell’ambiente naturale al fine di controllare o incrementare il dominio dell’uomo sull’ambiente naturale stesso e non riguarda, né può


 

"I nonni in cucina" di Placido Munafò, edito dalla casa editrice Alinea di Firenze raccoglie 150 ricette. Una raccolta di ricette tradizionali, quelle per intenderci dei nostri nonni, tratte da ricettari

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Placido Munafò

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Più o meno correttamente, “sostenibilità” è un termine ampiamente utilizzato. Nelle scienze ambientali ed economiche indica la “condizione di uno sviluppo in grado di assicurare il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri” (cfr. dizionario Treccani). E risale agli anni ’70 del secolo scorso il concetto di “tecnologia appropriata” che valuta l’opportunità di introdurre un determinato tipo di innovazione in base al contesto socioeconomico in questione. 

Da un paio di decenni, quando si affrontano tematiche ambientali in modo generico, la parola “sostenibilità” è direttamente o indirettamente collegata all’uso di materiali naturali (o di derivazione naturale), oltre che alla riduzione dei consumi di energia di origine fossile (petrolio, gas, carbone).

Ma, a mio giudizio, non si pone sufficiente attenzione sulla possibile e praticabile semplificazione tecnologica, ossia sull’introduzione e la diffusione di prodotti innovativi caratterizzati da semplicità costruttiva e da semplicità dei processi produttivi per la realizzazione di oggetti più performanti degli esistenti. 

Oggi l’obiettivo è raggiungibile con i nuovi materiali. Alcuni nanomateriali sono già ampiamente utilizzati (grafene, biossido di silicio, biossido di titanio, ecc.). Altri sono oggetto di valutazione perché consentono di ottenere prodotti complessi di “forma mutevole” (macchine elastiche) in un unico blocco, sfruttando le caratteristiche elastiche di materiali come il

 

Il  palazzo comunale di Corridonia (MC)

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Placido Munafò

Professore ordinario di Architettura Tecnica