L'antefatto – Dopo il ribaltone parlamentare che ha portato al cambiamento di “colore” del Governo italiano da Giallo Verde a Giallo Rosso, la parte soccombente, il Centro Destra, motivatamente dal punto di vista politico, insisteva sulla necessità di ricorrere al voto per dare la “parola” ai Cittadini, stante il fatto che la maggioranza parlamentare non rappresentava più la volontà della maggioranza dei Cittadini. Ma improvvisamente, quanto inaspettatamente è tutto da chiarire, “esplode” la Pandemia da Coronavirus.

Forse in un primo momento si pensava che poteva essere contenuta in breve tempo, ma così non è stato, ma sta di fatto che ha colto impreparato il Governo.

Il prolungarsi delle restrizioni imposte con i DPCM (Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri), reiterati per quasi un anno in maniera del tutto “anomala” per una democrazia, ha suscitato e suscita molti malumori tra i cittadini, negli operatori economici e in alcuni esponenti delle Istituzioni.

Stante questo antefatto, allo stato attuale il perdurare della Pandemia e la necessità di imporre restrizioni fa si che la coalizione di Governo perda consenso. A questo è da aggiungere l’inconsistenza dell’azione dello stesso  Governo per rilanciare l’economia che ha origine nella inconciliabilità politica tra le stesse forze della maggioranza parlamentare. Risulta pertanto probabile che nel caso si vada alle elezioni l’attuale maggioranza di governo giallo rossa sarebbe soccombente. Nel contempo credo che il Centro Destra sa che se andasse al governo nella situazione attuale, perderebbe consensi dovendo giocoforza continuare ad imporre restrizioni per contenere la Pandemia. Inoltre si troverebbero sotto la spada di Damocle degli eventuali

 

La verità non sta in quello che si vuole vedere e si vuole raccontare, ma nei fatti e per rendersene conto è necessario spogliarsi di tutti i pregiudizi ideologici che sopiscono l'intelligenza. Si percepisce nell’aria un’atmosfera da “Nuova Santa Inquisizione” che vuole imporre la propria morale riesumando spettri veri o presunti del passato come se fossero dei demoni esattamente come faceva la Santa Inquisizione intimorendo gli oppositori con la prospettiva delle “fiamme eterne dell’inferno” … e il senso delle “fiamme eterne” era ben percepito e stava nel ricordo di quando da bambini ci si scottava il dito tentando di toccare la fiamma delle candele … e così il “gregge” si teneva e si tiene a bada con il “terrore”.

In tale clima non si può rimanere indifferenti dal comportamento da “Santa Inquisizione” tenuto dai social network che non sono una entità astratta, ma economia con scopo di lucro che ovviamente stanno al “gioco” di chi ritiene sia “il più forte”.

A prescindere dall’aspetto squisitamente politico, ritengo inaccettabile per una Società che si reputa “democratica ed evoluta”, come quella occidentale accettare che social network censurino e inibiscano il loro uso al Presidente ancora in carica e democraticamente eletto degli USA. Censure subite allo stesso modo anche da altri esponenti politici e da comuni Cittadini che hanno opinioni diverse da quella che si vuole sia il pensiero dominante eticamente corretto. Credo che stimo vivendo una condizione in cui sta diventando una prassi consolidata e ritenuta eticamente corretta, “l’hacheraggio ideologico” con cui non si manomette il nostro PC, ma si tenta di manomettere la nostra mente e quindi anche i ricordi e la storia. … Forse per questo motivo mi ritorna in mente il vecchio libro di Orwell “1984” !!

E’ luogo comune attribuire l’invenzione del primo motore a scoppio a quattro tempi all’ingegnere tedesco Nikolas August Otto che dopo aver intuito le possibilità commerciali dei motori a gas, nel 1862 brevettò il primo modello di motore a scoppio a quattro tempi fondando la Società N.A. Otto per iniziarne la produzione che avvenne nel 1866. Questo primo motore fu presentato al pubblico in occasione della seconda Esposizione Universale di Parigi. Il motore da subito mise in evidenza diversi difetti e nel 1875 l’ing. Otto incaricò altri due ingegneri Daimler e Maybach, che progettarono un nuovo motore introducendo la fase di combustione eliminando così tutti i difetti del primo motore, motore meglio noto come “motore a ciclo otto”. Questo nuovo motore fu brevettato nel 1876 e l’ing. Otto fondò una nuova società per produrlo in sostituzione della precedente da lui fondata.

Nel 1886 Benz brevettò la prima auto, un triciclo con motore a scoppio a quattro tempi denominata “Velociped”.

Questa in estrema sintesi è la storia più conosciuta sull’invenzione dei motori a scoppio, pochi però sanno che l’ingegnere inventore italiano Eugenio Barsanti insieme a Felice Matteucci nel 1854 brevettò un motore a combustione interna da impiegare in macchine utensili e i due nel 1856 svilupparono un motore a due cilindri con una potenza di 5CV ottenendo nel 1857 il brevetto inglese n. 1665 e subito dopo svilupparono un motore con due pistoni contrapposti (soluzione questa che fu ripresa dalla italiana Isetta per la produzione della vettura a tre ruote Iso Isetta, poi ceduta alla BMV)  Per la produzione di questo motore nel 1860 Barsanti e Matteucci fondarono la “Società del nuovo motore" e nello stesso anno ne iniziarono la produzione presso le officine Pietro Benini che lo costruì con una potenza di 8CV, questo  motore che fu presentato all’Esposizione Nazionale delle Arti e delle Industrie a Firenze.

Barsanti e Matteucci continuarono a perfezionare il loro motore anche per i trasporti (in particolare ferroviari e marittimi)  e nel 1861 lo brevettarono, brevetto ceduto e utilizzato dalla ditta Escher Wiss & C. di Zurigo per realizzare un motore di 12 HP (circa 12,1 CV) che ebbe un buon riscontro commerciale.

Nel 1877 Barsanti cercò di contestare l’attribuzione dell’invenzione del motore a scoppio all’ingegnere tedesco N.A. Otto, ma non riuscì nel suo intento anche se i disegni riportati nel brevetto dell’ing. Otto fossero chiaramente riconducibili al quelli riportati nel brevetto di Barsanti e Matteucci.

 

Il titolo di questo post fa esplicito riferimento al fatto che dal febbraio scorso (2020) i Tg, i giornali e più in generale l’attenzione di tutta l’opinione pubblica sono quasi esclusivamente focalizzati sulla cosiddetta “pandemia da Coronavirus”, come se tutto il resto non contasse.

Comprendo la particolare situazione che noi tutti viviamo e subiamo, così come la necessità di contenere la diffusione del virus e l’impegno per debellarlo, ma questa è una condizione da considerare momentanea anche se potrebbe durare ancora un anno e forse più, perché la domanda che mi faccio è: in che condizioni economiche e sociali ci troveremo terminata questa pandemia? Cosa si sta facendo per il post- pandemia, chiamiamola così?

Escludendo questa emergenza che avrà una fine, non vedo una reale attenzione su come far ripartire l’economia con azioni frutto di scelte concretamente valutate, condivise e programmate da attivare sin da ora per scongiurare il pericolo di un crollo dell’economia nazionale (chiusura di Aziende, perdita di posti di lavoro, ecc.). Osservo, usando le parole di Draghi, che ci si sta indebitando con un “debito negativo” che non produrrà in futuro ricchezza (Prodotto Interno Lordo PIL), come le spese per il reddito di cittadinanza, l’acquisto di monopattini e macchine elettriche e i vari bonus a fondo perduto limitati per qualche mese che non contribuiscono a risolvere le perdite subite delle Aziende e delle famiglie a causa del blocco delle attività e chi più ne ha più ne metta. Per contro non ho visto, utilizzando nuovamente le parole di Draghi, che lo Sato abbia contratto o intenda in futuro contrarre un “indebitamento positivo” in grado da

 

              

 

L'edifico del Mercato del pesce ad Ancona fu progettato dall’arch. Gaetano Minnuci presumibilmente nel 1932, la sua costruzione risale al dopo guerra, i lavori di costruzione ebbero inizio nel 1946 e si conclusero nel 1949. Un’eccellenza architettonica citata anche nel 1951 dalla rivista Sipario, caratterizzata da una facciata vetrata con brise soleil verticali e una interessantissima soluzione strutturale con telai in cemento armato ad arco che sostengono una copertura curva. Sconcertate che negli articoli, cataloghi e guide non si faccia menzione della data del progetto che credo sia la conseguenza di un atteggiamento di oscurantismo culturale che definirei come sinonimo di ignoranza.  Il progetto di questo edificio si inseriva in un processo di rinnovamento delle strutture portuali che vide la realizzazione nel Ventennio di altre importanti strutture, proseguito poi nel dopo guerra. Ultimamente è stato bandito un concorso per il restauro conservativo di questo edifico.

L’architetto Minnucci fu collaboratore di Piacentini e Libera e a lui si deve la progettazione e la realizzazione a Roma della prima palazzina dell’Eur (E42) e di altre importanti opere. Fu un eminente esponete del razionalismo italiano e assistente del prof Milani. Sempre a lui si deve la progettazione e la realizzazione ad Ancona della sede della RAI.